Se ora non facesse l’insegnante e la scrittrice (definizione che non le piace), Cecilia Tomassini potrebbe giocare a pallavolo o a basket. È giovane, slanciata e magra. E poi, ma non c’entra con lo sport, ha un linguaggio e una scrittura fluidi, conseguenza delle tante letture di classici. È laureata in Lettere antiche. Credo che ami molto il greco. Ne parlo perché ieri, secondo pomeriggio, abbiamo dialogato intorno ai suoi primi libri: Cucina vista Torre e Armonia.
A interloquire con lei c’erano anche Danilo Monterubbianesi, giovane giornalista del quotidiano social VivereFermo, e il direttore della testata Lorenzo Bracalente.
Il luogo non poteva essere dei migliori: la sede della Contrada Fiorenza, a Fermo. Un luogo dove si respira un’aria diversa: di storia e di comunità.

L’iniziativa è scaturita da un progetto di Giovani Territorio Cultura, insieme a Marca Fermana e Mamma esco a fare due passi (social radio). Tra i partner anche la Regione Marche, le Acli, l’Associazione Antichi sentieri-Nuovi cammini, i Borghi più belli d’Italia.
A salutare i presenti, tra cui diversi giovani, hanno pensato il rappresentante della Contrada Raffaele Persiano, uno dei promotori dell’iniziativa Stefano Castagna e, nella parte conclusiva, il pasticciere della Pasticceria 180^ di Fermo: Tomassoni, che segue il corso di pasticceria con i ragazzi del Centro Professionale Artigianelli.
Non è stata la solita presentazione di libri. Lo si è fatto, sì, ma ampliando, approfondendo, sempre in maniera lieve, temi connessi e, soprattutto, cercando di conoscere l’autrice, moreschina di nascita, e “ritrattista” di un mondo piccolo ma a misura d’uomo e di donna ovviamente.
Cucina vista Torre è stato dedicato alle nonne. Licia è la nonna da cui tutto prende vita. Che faceva?
Cucinava. Per la sua famiglia e anche per gli altri: la comunità o il condominio, come scrive Cecilia. In occasione di feste particolari approntava dolci per i suoi conterranei. E registrava le ricette: quelle e altre ancora. Tante ricette appuntate su un’agenda della Carifermo, un po’ macchiata di caffè e di sugo. Segno che l’agenda era adagiata vicino ai fornelli, per non dimenticare nulla. Un patrimonio che non poteva finire così. Da salvaguardare, invece. E allora, l’ex sindaco di Moresco Amato Mercuri ha spinto la nostra a darsi da fare: riprendere, controllare, selezionare, scrivere e pubblicare. Ok.
Poi, ci sono i personaggi vissuti all’ombra dell’eptagonale Torre. Uno per tutti: Checco, il sarto. Se lo si fosse cercato come Francesco, nessuno avebbe saputo dare indicazioni. Checco era Checco, solo Checco.
E via di seguito, il dialogo, dai temi alti a quelli più popolari. Con un gran finale di calcioni, crostate e leccornie. Firmate 180^ e La Golosa come marmellate.
Domenica prossima ci si trasferisce nella sede della Contrada San Martino, sempre a Fermo. E con un altro giovane scrittore: Riccardo Renzi. Copione identico: anche con i dolci. Uauuuu.