L’amore di Lando per la Montagna. Siliquini scrittore e poeta

Scrivere di un amico è semplice. Ma anche difficile. Lando Siliquini è un personaggio. Ha coperto diversi ruoli importanti: sindaco di Montefortino (la sua patria), medico specialista in Igiene e Medicina preventiva, membro dell’Esecutivo dell’Ente Parco Nazionale, Consigliere provinciale, Presidente dell’Autorità di ATO 5.

Insieme, nel 2012, abbiamo costituito il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea: 12 anni di peregrinazioni, contaminazioni, dibattiti, convegni, eventi di ogni tipo per far riconoscere l’origine della dieta mediterranea di questa terra di marca. Molte volte abbiamo “predicato” nel deserto. Negli ultimi tempi la “predicazione” ha fatto discepoli, interessati e meno. Ma non è questo di cui vogliamo scrivere.

C’è un Lando Siliquini diverso. Un uomo che canta la sua terra, le sue montagne, i suoi miti e le sue leggende. Un uomo appassionato alle sue radici. Perché – vi direbbe lui – senza radici una pianta non cresce; un albero non si alimenta; la vita non andrebbe lontana.

Allora, Lando Siliquini è diventato anche scrittore. Non voglio solo dire di colui che ha pubblicato testi base sulla Dieta mediterranea. Ma intendo lo scrittore che s’è interessato della Lingua di Marca-La ricerca e l’orgoglio delle radici. «Una lettura d’insieme della mitologia, – è stato detto – dell’antropologia e dei fenomeni linguistici…», dalle tavole di Gubbio in avanti.

Lo scrittore, che oggi abita in Amandola, scorge ogni giorno i Monti Azzurri, ed è attratto dalle storie che vi sono racchiuse. Ed è così che nascono, e sono nati, altri testi: “Così parlò la Sibilla Appenninica”, e poi “La Dama delle acque”, “Sibylla italica” in lingua inglese, “Terra Mater”, etc. etc.

Al nostro non manca certo la vena poetica che a volte rimbalza dalle pagine di facebook. Sono poesie brevi che hanno spesso un sottofondo di nostalgia per le bellezze incontrate: luoghi, ambienti, panorami.

Siliquini è un forte sostenitore dell’importanza del dialetto che considera una lingua vera e propria.

Ne dà testimonianza ne “Il dialetto Fermano Maceratese”. Reputa importante «avviare un dibattito allargato per la salvaguardia e la valorizzazione del nostro dialetto, nella consapevolezza che in tale percorso il contributo di chi vive la quotidianità del territorio non è meno utile del lavoro degli studiosi».

Da sindaco, fece di Montefortino un punto significativo di attrazione culturale con il passaggio di personaggi di altissimo prestigio. La sua opera continua oggi in altro modo.

Ambiente. Nascono due piattaforme per produrre pellet e carbone vegetale. Curando i boschi

I Monti Sibillini sono e saranno sempre più una doppia risorsa in tema ambientale e in tema economico.

Saranno pronte ad entrare in funzione entro il corrente anno le piattaforme tecnologiche per la produzione di pellet e carbone vegetale di qualità in filiera corta. La prima piattaforma verrà realizzata nel territorio maceratese dell’Unione Montana Monti Azzurri. La seconda vedrà la luce nel territorio ascolano dell’Unione Montana Tronto-Valfluvione.

Nella parte maceratese sarà operativa grazie alla filiera realizzata tra le aziende Saf – Monti Azzurri, Groupen Srl, Linea Verde – Società cooperativa Agricolo Forestale. Nella parte ascolana invece lavoreranno di concerto le imprese Cimmini, Società Agricolo Forestale – Tronto, Hydroswiss – SA. Le due piattaforme sono finanziate con fondi aree sisma PNRR, all’interno del progetto “NextAppennino”.

Uno dei tanti boschi delle Marche
Uno dei tanti boschi delle Marche

L’obiettivo di questo progetto, partito nel 2022 grazie alla collaborazione tra Agrisviluppo srl, in particolare nella persona di Luigi Masnari, e le aziende lombarde Groupen srl e Agrimeccanica srl, sarà quello di produrre un Combustibile Rinnovabile, a zero emissioni di CO2, e un sequestratore di CO2 dai mille usi, con un unico e innovativo impianto che, dalle biomasse legnose, risponde alla produzione di energia da fonti rinnovabili, all’economia circolare, alla sostenibilità ambientale, alla riduzione delle emissioni di CO2, per un modello di economia sostenibile che contribuisce localmente al dispiegarsi di un territorio «Carbon Free».

Il sen. Guido Castelli, Commissario del Governo
Il sen. Guido Castelli, Commissario del Governo

Il progetto mira ad estrarre, in modo sostenibile, energia rinnovabile dalle biomasse legnose là dove sono presenti, con produzione di pellet e carbone vegetale a km. 0. Si è partiti da una constatazione:

il consumo di Pellet in Italia, in crescita di oltre il 20% all’anno, è arrivato a quasi 4 milioni di tonnellate nel 2019 con previsioni di superare quota 5 milioni di tonnellate in pochi anni: oggi il nostro paese è primo in Europa per il consumo di Pellet ad uso residenziale ma ben oltre l’85% viene importato. Inoltre, negli ultimi 20 anni la densità boschiva nel nostro paese è cresciuta arrivando a 11 milioni di ettari, ma con essa è aumentata la necessità di manutendere e ringiovanire i boschi da decenni abbandonati a se stessi. Infine, ancora oggi la «pulizia» dei boschi e le ramaglie da potature di parchi e giardini o resta a marcire nel sottobosco o finisce in discarica con costi di smaltimento notevoli a carico degli enti locali e quindi della collettività. Ecco, allora, il processo messo in piedi dalle due filiere.

Al centro, Luigi Masnari della Agrisviluppo Srl
Al centro, Luigi Masnari della Agrisviluppo Srl

Come si procederà? Con insediamento degli impianti in aree e territori dove è reperibile il legname da boschi e foreste, entro un raggio di 75 km dal sito produttivo; produzione di Pellet di qualità dai tronchi con certificazione EN PLUS A1; certificazione dei boschi utilizzati per il reperimento del legname entro pochi anni; riuso di ramaglie e potature da boschi e da giardini pubblici e privati, in piena economia circolare, per la produzione di carbone vegetale, da utilizzare in primis quale ammendante per una agricoltura sostenibile, ma non solo; portare la transizione energetica nelle Aree Interne del nostro paese basata sull’uso sostenibile delle biomasse legnose da boschi e foreste, energie rinnovabili presenti in quantità importanti in queste aree.

Agrisviluppo srl, che ha sede a Tolentino, da due anni si stava occupando del progetto, con azioni di divulgazione, messa in rete di soggetti pubblici e privati. Determinante è stato l’apporto del Presidente Gianpiero Feliciotti che da subito ha visto in questo progetto un’opportunità concreta di valorizzazione delle risorse boschive del territorio e che potrebbe essere solo il primo passo verso la riscoperta dell’economia del bosco. Un’esperienza utile e preziosa che potrebbe essere ripetuta anche in altri territori marchigiani e che sta riscuotendo interesse anche in altre realtà regionali.

Un ringraziamento doveroso l’Agrisviluppo lo porge al sen. Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione delle aree terremotate ed alla sua struttura commissariale. I ringraziamenti vanno anche all’Università di Camerino, determinante nella fase di definizione del progetto “Appennino Marchigiano” come è stato definito dai promotori.

Agrisviluppo Srl e le realtà imprenditoriali lombarde stanno inoltre approfondendo alcuni temi legati all’utilizzo del biochar in campo agronomico ed anche zootecnico. Il biochar (materiale carbonioso ottenuto per degradazione termica, pirolisi, di biomassa sia di origine animale che vegetale) è strumento per il definitivo sequestro del carbonio nel terreno, con effetti agronomici molto positivi e con possibili riconoscimenti economici interessanti per le imprese agricole in base alle normative europee in via di definizione. In questo senso da tempo si sta interloquendo con “CREA”, Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, tanto per gli aspetti normativi, quanto per una sperimentazione che la struttura ministeriale da tempo segue per l’impiego del biochar su lettiere zootecniche con ottimi risultati che verranno divulgati a sperimentazione conclusa.

La Regione Marche apre alle De.Co. Riconoscimento indiretto al lavoro del Club di Papillon, Associazione Cuochi, Laboratorio Dieta mediterranea

Meglio tardi che mai! È di queste ore l’approvazione a maggioranza da parte del Consiglio regionale delle Marche della proposta di legge per la valorizzazione delle Denominazioni Comunali e l’istituzione del Registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co. Firmatari sono stati i consiglieri Giacomo Rossi (Civici Marche), Carlo Ciccioli (FdI), Jessica Marcozzi e Gianluca Pasqui (FI), Renzo Marinelli (Lega), Dino Latini (Udc Popolari Marche – Listeciviche). Fin qui la cronaca.

Luigi Veronelli
Luigi Veronelli

La storia e i protagonisti vengono invece da lontano. E hanno visto il sud Marche, specie il Fermano, particolarmente attivo. Vi proponiamo allora un cammino alla scoperta di alcune De.Co.: le più conosciute.

Paolo Massobrio

Partiamo da Falerone che già da anni ha approvato la Denominazione Comunale per Lu serpe, dolce tipico natalizio tratto dalle ricette delle monache Clarisse. L’allora sindaco Massimo Bertuzzi ne capì al volo l’importanza e fece il pimo riconoscimento. Ci spostiamo ora a Montegiorgio, dove la De.Co. ha consacrato Li caciunitti, leccorniesempre presenti nelle diverse feste di paese. Il sindaco Armando Benedetti non ebbe remore ad approvare.

Sandro Pazzaglia
Sandro Pazzaglia

Raggiungiamo Lapedona dove da anni la De.Co. è stata collegata al vino cotto, grazie al primo cittadino Mauro Pieroni. A Sant’Elpidio a Mare, la Denominazione valorizza gli asparagi e la loro coltura. La spinta venne da Fabiano Alessandrini. Porto San Giorgio può vantarsi della De.Co. per il tipico brodetto del luogo accolta dal sindaco Nicola Loira.

Ma chi è all’origine delle Denominazioni nella nostra area? Sicuramente il Club di Papillon guidato da Pio Mattioli che ne fece una proposta forte negli anni 2005-2006. Proposta che veniva da più lontano. Addirittura da Luigi Veronelli, gastronomo, giornalista, editore, conduttore televisivo, filosofo e anarchico. L’idea di Veronelli cadeva però in un momento di disattenzioni culturali e politiche. I suoi inviti più tardi vennero ereditati da Paolo Massobrio, giornalista e presidente, appunto, del Club di Papillon. E da qui la diffusione anche nel Fermano. La battaglia per le De.Co. come «carta di identità dei territori» è stata subito sposata dall’Associazione Cuochi della Provincia di Fermo, a quel tempo capitanata dallo chef Sandro Pazzaglia e portata avanti dalla rivista Il Gusto… della vita.

La rivista Il Gusto…della Vita

Nel 2006, il sindaco di Fermo Di Ruscio organizzò un convegno proprio sulle Denominazioni Comunali e la loro importanza a difesa e valorizzazione dei prodotti tipici locali. Vennero chianati a raccolta i sindaci dell’area fermana. Anche il Festival Tipicità ebbe un occhio di riguardo per questa proposta identificativa. Negli ultimi anni è toccato al Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea prenderne il testimone con una intensa campagna di promozione. Una De.Co. è stata proposta al comune di Fermo: quella sulla porchetta. Un cibo che ha una storia lunghissima nell’area fermana: già nel 1182 d.C. Veniva offerta ai Consoli che recavano a Fermo il Palio in occasione della Cavalcata dell’Assunta.

Un Distretto-Comunità per la Dieta mediterranea. La proposta del Laboratorio Piceno. Evento a Montegiorgio

Un Distretto-Comunità! È la proposta avanzata dal Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea venerdì 27 ottobre ad una platea ampia ritrovatasi sotto le volte affrescate della sacrestia di San Salvatore a Montegiorgio.

Il Laboratorio si è mosso di concerto con il Comune di Montegiorgio, che mai ha fatto mancare negli anni il suo sostegno, ad iniziare con il sindaco Armando Benedetti continuando con l’attuale Michele Ortenzi. Un invito rivolto anche a due associazioni di categoria rappresentate nell’occasione dai vertici: Lorenzo Totò (Confartigianato Macerata-Fermo-Ascoli) e Stefano Mazzoni (Coldiretti Ascoli-Fermo).

Il Laboratorio, rappresentato dal presidente Lando Siliquini, vice Paolo Foglini, Adolfo Leoni, Sandro Pazzaglia (in sala anche Angela Schiavone, Mario Liberati, Benito Ricci, Luigi Bracalente) è tornato in campo proponendo un’alleanza con i diversi protagonisti del territorio in ambito agricolo, ristorativo, dell’accoglienza e del turismo. È stata lanciata una serie di proposte concrete: ripresa della Fiera delle qualità, dove il buono prodotto dai piccoli agricoltori si incontra con la bellezza dei luoghi; l’International Student Competition con università europee e una Student Competition con le scuole superiori d’Italia; l’identificazione geografica dell’area della Dieta mediterranea con una promozione adeguata; la realizzazione de I Cammini della Dieta, con uscite domenicali e visite a borghi e aziende; la divulgazione tra i ristoratori di un menù della Dieta e la riscoperta di antiche ricette grazie alle cene preparate dagli Anziani; l’individuazione sui cartelli stradali del marchio identificativo della Terra di Marca; la realizzazione di una Casa del Gusto; l’incentivazione delle Denominazioni Comunali; il Centro antiobesità.

Nell’intervento iniziale, il sindaco Michele Ortenzi ha annunciato la messa in campo a breve di un progetto approvato dalla Regione basato proprio sulla Dieta mediterranea.

Dal canto loro, il Presidente di Confartigianato ha sottolineato come «la Dieta Mediterranea sia un patrimonio culturale del territorio, che lo identifica e lo valorizza nella sua unicità. E, non di meno, è una risorsa importante anche per i nostri imprenditori»; e il Presidente Coldiretti ha ribadito «il ruolo centrale dell’agricoltura nella produzione di cibo naturale, genuino, sicuro e sostenibile ed espresso la nostra convinta contrarietà a quello artificiale».

Presenti all’incontro, gli assessori montegiorgesi: Giordana Bacalini, Alan Petrini e Michela Vita.

Dopo il convegno, è stato proposto un più che assaggio dei prodotti di tre piccoli/grandi imprenditori locali: Sassinpiazza per i vini e i dolci, Salumi Monterotti per i salumi, Azienda Agricola Marchesi Marino per i formaggi!

Dieta Mediterranea. Si riparte. Il programma del Laboratorio

Dieci parole: Benessere, Biodiversità, Cammino, Convivialità, Cultura, Moderazione, Natura, Regola, Ritualità-Festa, Tradizione. È il pensiero e l’operato di una civiltà. Le trovate in dieci cartelli infissi in altrettanti luoghi suggestivi di Montegiorgio, con tanto di Qrcode contenente anche immagini e brevissimi testi. Raccontano della Dieta mediterranea di cui

Montegiorgio è la patria. Non lo scriviamo noi. Lo hanno attestato gli scienziati del Seven Countries Study. Per 30 anni hanno studiato il modo di vita di comunità appartenenti a sette nazioni diverse. Le conclusioni hanno arriso alla Terra di Marca.

La Dieta mediterranea può essere un nuovo volano di sviluppo per l’ambito agricolo, della ristorazione, del turismo. Se ne parlerà venerdì prossimo (ore 21) a Montegiorgio, nella bellissima sagrestia di San Salvatore. Scelta non casuale in quanto già sede delle Fiere della qualità, che addizionavano bontà dei prodotti e bellezza dei luoghi.

Le relazioni saranno svolte da alcuni componenti il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea, tornato in campo dopo un periodo di riflessione conseguente alla pandemia. Interverranno il presidente Lando Siliquini, medico, il vice presidente Paolo Foglini, medico, Sandro Pazzaglia, chef, e Adolfo Leoni, giornalista e scrittore.

I saluti iniziali saranno porti dal sindaco Michele Ortenzi e da due presidenti di associazioni di categoria: Lorenzo Totò per Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, e Stefano Mazzoni per la Coldiretti Ascoli-Fermo.

Il Laboratorio rilancerà le sue proposte alcune delle quali già attuate: Fiera delle qualità, International Student Competition; Viaggio di studio delle scuole superiori nel nostro territorio; Identificazione dell’area della Dieta mediterranea con promozione adeguata; I Cammini della Dieta: Uscite domenicali con visite a borghi e aziende; I menù della Dieta e le ricette degli Anziani; Diffusione del marchio identificativo; Realizzazione di una Casa del Gusto; Proposta De.Co.;

Centro Antiobesità.

Ma la prima raccomandazione che faranno i relatori sarà quella di costruire un Distretto-Comunità della Dieta mediterranea. Ed è per questo che il messaggio è rivolto agli enti locali, alle scuole, agli agricoltori, artigiani, ristoratori, operatori turistici, centri culturali.

Non una Dieta, si legge nella locandina invito, ma una Civiltà. Appunto.

Al Ministro piace la Dieta. E anche al Laboratorio Piceno

Ed ora tocca alla Terra di Marca e alla sua gente trarne profitto.

C’è infatti un post su instagram che può interessare significativamente le Marche, specie quelle del sud. Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha pubblicato le linee guida della sua politica: «Tutelare i prodotti della nostra dieta mediterranea, difenderli e affermare un modello centrato sulla qualità del prodotto e del lavoro». Sul tavolo del Ministro è arrivato anche il video “Le 10 parole della Dieta Mediterranea”, realizzato dal Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea, dal Comune di Montegiorgio e dalla Treccani, strumento oggi di lavoro nelle scuole, tra le associazioni di categoria e gli operatori agricoli e turistici. Hanno esultato i componenti del Laboratorio.

«I nostri undici anni di impegno – sottolineano – non sono state solo chimere». Ora sperano che le amministrazioni comunali mancanti comprendano l’importanza ed espongano il marchio della Dieta così come già fatto da Smerillo, Montegiorgio e Magliano di Tenna. Un modo per identificare un preciso territorio e porlo come garanzia di qualità per residenti e turisti.

Già previsto per la primavera prossima un Festival – Fiera delle qualità, itinerante, di cui s’era parlato al convegno di Montegiorgio con Banca Mediolanum e Grand Tour Tipicità.

Qualora si riuscisse a introdurre in modo globale nei territori marchigiani il concetto di Dieta, dalla nostra regione potrebbe ripartire una precisa indicazione, e una segnalata operatività, per i livelli nazionali circa lo sviluppo di un’agricoltura sana, un nuovo turismo di cittadinanza e accoglienza, una ripresa di socialità, un risparmio della terra e un vitale non spreco di alimenti.

Alla recente due giorni di Montegiorgio del Grand Tour Tipicità, il diabetologo dr Paolo Foglini ha presentato una relazione legando il monachesimo benedettino alla Dieta mediterranea e facendo emergere come la Regula di san Benedetto da Norcia sia stata la regola esportata e adottata in tutta Europa. Come dire: il centro Italia ha carte in regola ancora oggi per proporre soluzioni importanti nel campo della salute, convivenza e sviluppo economico (agricolo e turistico).

In queste ore, il concetto di Dieta, come stile di vita e rimedio allo sfruttamento della terra e al problema del clima, viene spiegato agli studenti di diverse scuole del maceratese.

Il Fermano cerca un brand… che già c’è

Un accordo a cinque: Comune di Montegiorgio, Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea, Treccani, Tipicità, Banca Mediolanum. Una sorta di Santa Alleanza!

A Montegiorgio è andata in scena, due fine settimana fa, la Due Giorni del Grand Tour di Tipicità. Prima in teatro, poi a Palazzo Alaleona, poi in strada, poi in bicicletta. 10 targhe parlanti diffuse nel territorio. 10 parole che hanno a che fare con la Dieta Mediterranea di cui Montegiorgio è depositario: Benessere, Biodiversità, Cammino, Convivialità, Cultura, Moderazione, Natura, Regola, Ritualità, Tradizione. Le spiegazioni sono tratte dall’enciclopedia Treccani. Il video, che contiene altri testi e immagini belle, è scorso sullo schermo del teatro Domenico Alaleona. Ora andrà nelle scuole, girerà nei circoli culturali, nelle sedi di associazioni, etc.

Le 10 parole racchiudono un mondo, una civilizzazione, una civiltà. È quello di cui abbiamo nuovamente bisogno. Non occorre scomodare le nuove politiche verdi. È realismo.

Ad aprire e chiudere il simposio c’è stato il marchio del Laboratorio sullo sfondo: un tempio greco, con scritte all’interno e all’ingiro. Un brand che il Laboratorio ha registrato e ha offerto gratuitamente a tutti i comuni del territorio, agli agricoltori, ai gestori di alberghi, resort, agli agriturismo. Terra felix, si legge nel contorno, Terra di Marca. Smerillo, Montegiorgio, Magliano di Tenna lo hanno già inserito nella propria segnaletica stradale. Lo stesso marchio campeggia sulla locandina di un importante convegno medico in Basilicata promosso da medici oncologi, nutrizionisti e rappresentanti Unesco. È nata una collaborazione.

In questo momento di crisi economica, più volte si è sentito dire: le Marche, specie il sud, hanno bisogno di un brand forte. Ce l’avremmo a portata di mano! Da undici anni il Laboratorio è impegnato a raccontare la Dieta validata scientificamente proprio qui da noi.

I tanti intervenuti al simposio: produttori agricoli, insegnanti, docenti, imprenditori, hanno applaudito al termine degli interventi. Hanno capito che si fa sul serio, che la Santa Alleanza non è stata un evento spot. Contribuirà invece a far crescere territori in difficoltà.

In platea, però, nessuno delle istituzioni. Dove sta la società politica?

Adolfo Leoni, co-fondatore del Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea

Terra di Marca negli studi dell’International Student Competition. Terminata la sesta edizione

Gli ultimi sono partiti domenica scorsa dall’aeroporto di Falconara destinazione Bruxelles: una docente e due studenti. I colleghi hanno lasciato il Fermano il giorno precedente. È terminata la sesta edizione dell’International Student Competition dopo due anni di stop in presenza ma non in rete.

La guerra ha assottigliato le fila degli universitari. Diversi atenei dell’Est, come la Polonia, non hanno potuto aderire alla proposta del Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea. In cifre, l’edizione 2022 ha fatto registrare la presenza di una quarantina di universitari e una decina di professori. Venerdì scorso è stata riproposta la tradizionale Restituzione. I giovani, divisi in quattro squadre, si sono cimentati nella presentazione di programmi per l’ulteriore sviluppo della Terra di Marca. Dopo cinque giorni di lezioni presso l’hotel Astoria di Fermo (base logistica), di tappe guidate da Emanuele Luciani nei borghi come Moresco, nelle aziende artigiane calzaturiere come la Doucal’s di Montegranaro, o nelle realtà ristorative-agro vinicole come l’Officina del Sole di Montegiorgio, gli studenti hanno fatto rilevare i punti di forza e quelli di debolezza della provincia fermana. Hanno seguito i lavori della Restituzione, svoltasi presso l’Officina del Sole, i consiglieri regionali Andrea Putzu (presidente commissione turismo), Marco Marinangeli (sottoscrittore delle proposte di legge per ippovie e dieta mediterranea), il vice sindaco di Falerone e assessore provinciale Pisana Liberati, l’assessore di Montegiorgio Michela Vita, il consigliere comunale di Fermo Sara Pistolesi, i sindaci di Magliano di Tenna Pietro Cesetti e di Servigliano Marco Rotoni, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo Giorgio Girotti Pucci. Amministratori e politici hanno interagito al termine delle presentazioni dando le prime risposte alle indicazioni degli universitari. Dalle indagini sul campo, le squadre hanno rilevato la necessità di un brand unico (fortissimo quello della Dieta mediterranea), di una piattaforma digitale ampia e onnicomprensiva, di veri ambasciatori nel mondo. Il tema di quest’anno era la digitalizzazione per un nuovo sviluppo agricolo, artigianale, turistico.

L’edizione 2022 ha visto in campo sei università europee tra cui Pisa e Macerata (promotrici insieme al Laboratorio), un progetto Erasmus plus, studenti di 15 nazionalità diverse per 18 lingue diverse. Il presidente e il vice presidente del Laboratorio, Siliquini e Foglini, hanno ringraziato tutti i docenti, in particolare Alessio Cavicchi (Pisa), Emanuele Frontoni e Pierluigi Feliciati (Macerata).

L’invito è a far seguire iniziative concrete alle intuizioni dei giovani.

Torna l’International Student Competition. Nel Fermano, studenti da tutto il mondo

Arriveranno domani, lunedì 16. Ad accoglierli e salutarli alla Sala dei Ritratti di Fermo, ci saranno il sindaco Paolo Calcinaro, l’assessore Micol Lanzidei e tutto lo staff del Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea. Provengono da tante università europee con studenti da tutto il mondo: dall’India alla Russia, dal Belgio al Portogallo. Saranno loro, insieme a tutor e docenti, i protagonisti di questa sesta edizione dell’International Student Competition. Mancheranno invece i giovani delle università le cui nazioni, come la Polonia, sono più vicine al fronte di guerra.

Per una settimana studieranno la Terra di Marca sotto il profilo delle innovazioni tecnologiche in agricoltura e nell’artigianato. Visiteranno borghi come Moresco, aziende come Nero Giardini a Monte San Pietrangeli, l’Officina del Sole a Montegiorgio, incontreranno imprenditori piccoli e grandi, e restituiranno al territorio e ai suoi rappresentanti, venerdì 20 maggio, quanto hanno appreso, valutato e ideato. Accendendo i riflettori sui punti di forza e quelli di debolezza della nostra provincia.

Una edizione precedente al Teatro dell’Aquila di Fermo
Una edizione precedente al Teatro dell’Aquila di Fermo

Titolo di questa edizione: International Student Competition on Innovation and Branding in the Rural Areas. «Implementare ed alimentare un ecosistema dell’innovazione e della conoscenza implica – spiegano i promotori – un cambiamento di paradigma nelle politiche di sviluppo territoriale e nei rapporti tra Università e attori locali. Ne consegue la necessità di sostenere una nuova modalità di produzione di conoscenza che si sviluppa proprio nei contesti di applicazione attraverso un dialogo costante con le comunità locali per innescare uno scambio informativo e continuo tra accademia, enti pubblici, imprese e cittadini. È questa la spinta che ha mosso il Prof. Alessio Cavicchi e tutto il team dell’Università di Macerata sin dalla prima edizione, in stretta collaborazione con il Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea».

Dal 2016 ad oggi, l’iniziativa di carattere internazionale, vede quest’anno il coinvolgimento del prof. Emanuele Frontoni del Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali, e del prof. Pierluigi Feliciati del dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo dall’Università di Macerata, in collaborazione ancora una volta con il Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea, già presente sin dalla prima edizione. In questi sei anni sono stati allargati la rete e i rapporti con enti pubblici e privati, associazioni ed imprese locali, che si sono ulteriormente consolidati durante la pandemia, quando l’evento si è svolto comunque online cogliendo l’occasione per sperimentare nuove sfide di fruizione virtuale del territorio. Nell’edizione 2022 nasce una nuova collaborazione con il gruppo PAGE dell’Università di Pisa guidato dal prof. Gianluca Brunori, impegnato da anni nella co-creazione e diffusione delle conoscenze generate dalla ricerca socio-economica in agricoltura, nei sistemi agroalimentari e nelle aree rurali. L’obiettivo è quello di «mettere le persone e le relazioni al centro del processo di co-creazione delle idee, gli studenti avranno l’opportunità di sperimentare le conoscenze ed abilità acquisite in aula, confrontandosi tra loro, con il mondo della produzione e con chi opera attivamente nel territorio». L’iniziativa inoltre, ospiterà il 17 Maggio la conferenza Rural areas in a time of recovery and resilience: the role of education to boost innovation. Il seminario approfondirà il lavoro svolto nell’ambito del progetto Erasmus DiTEMP – Digital Transformation and Employability, promosso dall’Università di Macerata nei settori dei Beni Culturali e del Turismo, ed esplorerà temi e argomenti dello sviluppo locale, offrendo pratiche, riflessioni e spunti per progettare il futuro delle aree rurali dopo la pandemia, facendo leva sulle risorse materiali e immateriali del territorio.

La Dieta migliore che aiuta produttori, agricoltori, operatori del turismo. Quella Mediterranea è meglio

Gli edifici dell’azienda agricola Maria Pia Castelli sorgono sul lato corto della bella vigna cresciuta nella campagna di Monte Urano. Nei giorni scorsi: I Giorni della Merla, l’azienda ha spalancato le porte per la vendita del vino sfuso. Normalmente, s’imbottiglia. E i vini di qualità portano il marchio IGT, Bio. Ma nel salottino di degustazione è esposto un altro marchio: quello della Dieta Mediterranea. Lo stesso accade verso la montagna, ad Amandola e a Montefortino, dove La Pasta Regina dei Sibillini, dell’omonimo Pastificio,affianca al proprio brand quello della Dieta.

Il dr Paolo Foglini, diabetologo, racconta la nostra Dieta
Il dr Paolo Foglini, diabetologo, racconta la nostra Dieta

A Falerone, a due passi dalla stupenda chiesa di San Paolino, l’Azienda Bonfigli produce un olio di grande qualità, e nelle stanze da degustazione e B&B fa campeggiare il marchio con al centro il tempio e la scritta nella cuspide: Moderazione. Non è tutto. Perché lo stesso accade in diverse aziende di miele della Valdaso, in alcuni ristoranti e trattorie, in certi agriturismo e luoghi di ospitalità del Fermano. Un esempio su tutti: l’Officina del Sole, sulla strada che da Montegiorgio porta a Rapagnano.

Quello della Dieta è un marchio registrato, ma il suo valore è soprattutto ideale. Esprime un mondo. Rimanda ad una civilizzazione del non spreco, del rispetto dell’ambiente e dei cicli naturali. Tra l’altro, l’abbiamo scritto più volte, la Dieta mediterranea è stata una caratteristica delle nostre contrade. Tanto che la segnaletica stradale di qualche comune fermano lo evidenzia.

Torniamo ad occuparcene perché, per il quinto anno consecutivo, secondo la rivista americana US News & World Report, la Dieta mediterranea si conferma la migliore al mondo, prima di molte altre. Sicuramente sotto il profilo della salute per le persone. E sicuramente, come dicevamo, anche per il rispetto portato all’ambiente. Da studi scientifici «Si stima in media che per ottenere 100 calorie, la Dieta mediterranea provoca un impatto ambientale di circa il 60 % inferiore rispetto ad una alimentazione di tipo nordeuropeo o nordamericano, basata in misura maggiore su carni e grassi animali, piuttosto che su vegetali e cereali». Non basta. Sabato scorso è stata celebrata la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare. I dati sono sconfortanti. «Mentre quasi il 40% del cibo totale prodotto nel mondo viene buttato, tre miliardi di persone sulla Terra non possono permettersi un pasto sano ogni giorno, e 250 milioni di esse sono affamate». Le nostre nonne tenevano in casa la mattera, dove riponevano il pane e altri cibi. Nulla andava buttato. E la campagna non era violentata. Un’altra cultura: quella della Dieta!