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	<title>Erica Toffoletto &#8211; Laboratorio Dieta Mediterranea</title>
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	<description>Irriducibili appassionati della terra di marca, uomini e donne tesi a valorizzare il significato più autentico della Dieta Mediterranea</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Jan 2026 13:34:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Erica Toffoletto &#8211; Laboratorio Dieta Mediterranea</title>
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		<title>Tour Contrada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 13:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Riappropriamoci della nostra storia! Andiamo a conoscerla! Visitiamo i luoghi che appartengono allanostra comunità! Questa sera, con inizio alle ore 21, la Contrada Pila, aprirà la tre giorni di festeggiamenti con un tour nelproprio territorio di riferimento.Dal significato del motto: Sapientia et Caritas, al mascherone apotropaico della bella fontana, dallacerchia di mura che inglobarono la [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Riappropriamoci della nostra storia! Andiamo a conoscerla! Visitiamo i luoghi che appartengono alla<br>nostra comunità!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Questa sera, con inizio alle ore 21, la <em>Contrada Pila</em>, aprirà la tre giorni di festeggiamenti con un tour nel<br>proprio territorio di riferimento.<br>Dal significato del motto: Sapientia et Caritas, al mascherone apotropaico della bella fontana, dalla<br>cerchia di mura che inglobarono la contrada alla suggestiva via Brunforte, da quella dei Monteverde:<br><strong>Rinaldo </strong>il grande, <strong>Mercenario </strong>e l&#8217;ultimo <strong>Rinaldo</strong>, al cortile dei conti <strong>Gigliucci</strong> dove risuonò la voce di<br><strong>Clara Novello</strong>, dalla fonte di Rialto e via Foscari che ricordano i trattati con Venezia, dalla chiesa di San<br>Gregorio dove nel catino absidale il pittore <strong>Sigismondo Nardi</strong> immortalò papa Gregorio che fermò i<br>Longobardi, alle vie: <strong>Francesco Sforza</strong>, che a Fermo diede vita alla prima vera Signoria delle Marche, e<br><strong>Amalasunta</strong>, figlia di <strong>Teodorico</strong> che a Fermo soggiornò con suo figlio, da palazzo Brancadoro, dove<br>vissero personaggi famosi, uno dei quali venne ucciso dagli Insorgenti perché scambiato per un giacobino, sino a Palazzo Vinci Gigliucci.<br>Sulle tracce di donne, uomini, gesta e fatti forse un po&#8217; dimenticati.<br>A condurre l&#8217;itinerario, insieme a me ci saranno<strong> Andrea Minnucci</strong> e <strong>Nicolò Cudini</strong>. Come dire: i giovani<br>storici che crescono.</p>
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		<title>San Paolino</title>
		<link>https://dietamediterranea-marche.it/san-paolino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 13:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Falerone. Ieri mattina. In spiaggia caldo infernale. Davanti a San Paolino di Falerone c&#8217;è una brezzadivina.Ci si potrà tornare cento volti in questo luogo, e cento volte l&#8217;emozione sarà diversa già a partire dal vialealberato d&#8217;ingresso.Un&#8217;emozione che coglie sia che si vada di prima mattina, quando i Monti Azzurri sono quasi di cobalto,sia che la [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Falerone. Ieri mattina. In spiaggia caldo infernale. Davanti a <em>San Paolino</em> di Falerone c&#8217;è una brezza<br>divina.<br>Ci si potrà tornare cento volti in questo luogo, e cento volte l&#8217;emozione sarà diversa già a partire dal viale<br>alberato d&#8217;ingresso.<br>Un&#8217;emozione che coglie sia che si vada di prima mattina, quando i <em>Monti Azzurri</em> sono quasi di cobalto,<br>sia che la si raggiunga di sera, quando la piana del Tenna è sommersa di luci, ma le stelle riescono a<br>penetrare l&#8217;artificio e la luna occhieggia tra pini che sovrastano la chiesa.<br>Tre sedili in legno consentono di ammirare la breve facciata. Il tempio è piccolo, è longobarda, è solitario.<br>Alcune minuscole pietre lavorate sono state incastonate nelle pietre grezze. Simboli diversi come i nodi di<br><strong>Salomone</strong>, i tralci della vite, le stelle a cinque punte, i petali di rose, i raggi del sole, espressioni di mondi<br>che legavano il finito all&#8217;infinito, il dato terrestre a quello celeste.<br>Lungo il viale resistono ancora le querce. Fanno ombra al viandante, al pellegrino, al cercatore di pace. Lo<br>rinfrescano quando il sole è implacabile, come in questi giorni, e lo abbracciano, proteggendolo,<br>nell&#8217;oscurità carica di presagi.<br>Leggo che “gli alberi comunicano fra loro attraverso colori, odori, impulsi elettrici e rumori, un<br>linguaggio che noi purtroppo non comprendiamo. Sono gli esseri viventi più forti e longevi del pianeta,<br>non hanno un sistema nervoso centrale non si muovono ed auto producono il loro nutrimento”.<br><strong>Stefano Mancuso</strong> ha scritto un romanzo su questo tema: <em>La versione degli alberi</em>.<br>Nel mondo verde di Edrevia, gli alberi parlano e camminano, a volte battibeccano, si amano, scrivono<br>libri e li custodiscono in biblioteche splendenti, organizzano feste che durano settimane, si commuovono<br>di fronte ai tramonti. Ma quando la loro casa è in pericolo, minacciata dalla crisi climatica, gli alberi<br>possono anche decidere di partire e andare lontano, alla ricerca di risposte e soluzioni, di nuove alleanze e diversi orizzonti.<br><strong>Tolkien</strong> aveva immaginato gli Ent, ossia i “Pastori degli Alberi”: figure gigantesche dall’aspetto arboreo,<br>ma capaci di parlare e di muoversi autonomamente, il cui compito è di custodire le foreste. Per lo scrittore<br>inglese, il bosco, la foresta, l&#8217;insieme di alberi sono entità dotate di vita propria, “indipendente da quella<br>degli Uomini (e degli Elfi, e dei Nani…), ma non per questo meno viva e intensa, una vita di cui i<br>personaggi si rendono conto solo quando essa si dimostra ostile, come nel caso della Vecchia Foresta ai<br>confini della Contea, i cui alberi sembrano congiurare per ostacolare e sviare i viaggiatori, o del Vecchio<br>Uomo Salice, che li attira e li incanta per poi intrappolarli all’interno del proprio tronco o annegarli nel<br>fiume sulle cui rive cresce. Naturalmente tutto questo è solo frutto di immaginazione”. Resta il fatto che,<br>“Alla fine della Terza Età, gli Ent rimanenti abitavano sostanzialmente soltanto nella Foresta di Fangorn<br>ma contribuirono in maniera decisiva alla sconfitta di <strong>Saruman</strong> e alla difesa di Rohan durante la Guerra<br>del&#8217;Anello”.<br>Mentre divago tra realtà e fantasy, mi raggiunge un uomo. Saluta, augurandomi il “Buon giorno”.<br>Qui accade ancora.</p>
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		<title>Palio ad Offida</title>
		<link>https://dietamediterranea-marche.it/palio-ad-offida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 13:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad Offida, il “miracolo” di un palio vinto alla Cavalcata dell&#8217;Assunta di Fermo Nella originale chiesa di San Giovanni a Torre di Palme spiccano le bacheche con i palii vinti dallaContrada. Lo stesso nella chiesa di San Domenico, al centro di Fermo; così pure in altre chiese dicontrada. Ma un particolare palio, dalla storia incredibile, [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Ad Offida, il “miracolo” di un palio vinto alla Cavalcata dell&#8217;Assunta di Fermo</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Nella originale chiesa di San Giovanni a Torre di Palme spiccano le bacheche con i palii vinti dalla<br>Contrada. Lo stesso nella chiesa di San Domenico, al centro di Fermo; così pure in altre chiese di<br>contrada.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Ma un particolare palio, dalla storia incredibile, lo si trova in un tempio sacro di Offida.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>In breve, questa la vicenda: era il 14 agosto del 1840. Era tempo di Cavalcata dell&#8217;Assunta a Fermo. Nella<br>corsa dei destrieri, si afferma un cavaliere di nome Giuseppe Desideri, provveditore delle pubbliche<br>carceri di Offida. È lui a vincere il palio di quell&#8217;anno, un palio che ha la Madonna incoronata in primo<br>piano, sorretta dagli angeli. Desideri lo porta con sé relegandolo nella soffitta del suo palazzo in attesa di<br>migliore sistemazione. Sistemazione che viene trovata due anni dopo presso la cappella delle nuove<br>carceri. Un fatto singolarissimo accade però l&#8217;otto luglio del 1850. Maria Giuseppina Loffreda si trovava<br>quel giorno a pregare dinanzi all&#8217;immagine della Vergine quando si accorse con stupore e tremore che gli<br>occhi della Madonna si muovevano. Il fatto miracoloso fu constatato anche da numerose persone subito<br>accorse nella cappella. Anche il vicario generale della diocesi mons. Guido Poggetti confermò l&#8217;accaduto.<br>Così il palio venne spostato nella chiesa collegiata. Ancora oggi, in occasione dell&#8217;otto luglio, ad Offida<br>viene celebrata una processione per le vie della cittadina. Nel 1950, in occasione del centenario<br>dell&#8217;evento miracoloso, venne scritto un inno dedicato alla Madonna del Palio.</p>
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		<title>Notizia</title>
		<link>https://dietamediterranea-marche.it/notizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 13:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella “Notizia del giorno” diffusa stamani dal Club di Papillon, rileviamo elementi interessanti su salute eBen Essere, una battaglia che da anni porta avanti il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea.Dunque, le notizie di oggi circa il cibo e il comportamento alimentare, sono queste.“Tornano a crescere i consumi in Italia, secondo l’ultimo rapporto Coop, superando i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella “Notizia del giorno” diffusa stamani dal Club di Papillon, rileviamo elementi interessanti su salute e<br>Ben Essere, una battaglia che da anni porta avanti il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea.<br>Dunque, le notizie di oggi circa il cibo e il comportamento alimentare, sono queste.<br>“Tornano a crescere i consumi in Italia, secondo l’ultimo rapporto Coop, superando i livelli del 2019. A<br>fronte di un calo della spesa per la ristorazione, si registra un aumento degli acquisti nella grande<br>distribuzione, con un incremento trainato dal settore dell’ortofrutta”.<br>“I consumatori – spiega il giornalista Paolo Massobrio &#8211; si mostrerebbero più attenti alla salute,<br>scegliendo quindi prodotti più freschi e meno ultra processati, come dimostra l’aumento delle vendite<br>di uova e legumi. La ricerca del risparmio rimane comunque un fattore cruciale: gli italiani prediligono le<br>promozioni e i prodotti di marchio del distributore che continua a crescere in popolarità”.<br>In altri settori, viene rilevato l&#8217;emerge di quel fenomeno individuato come “deconsumismo”: “si privilegia<br>cioè l’acquisto dell’indispensabile, si riparano oggetti e si ricercano prodotti usati, mentre gli acquisti<br>tecnologici si orientano verso ciò che è utile anzichè verso l’ultimo modello”.<br>Buone notizie per i nostri agricoltori. “… sembrerebbe che gli stati membri dell’Unione Europea siano<br>arrivati a un accordo unanime per semplificare la PAC. Il pacchetto di riforme, denominato Omnibus III,<br>mira a ridurre la burocrazia per gli agricoltori, apportando modifiche sui piani strategici e sulla gestione<br>dei fondi, con una stima di risparmio annuale di 1,6 miliardi di euro per le aziende agricole e oltre 200<br>milioni per le pubbliche amministrazioni”.<br>Tornando al cibo, Massobrio ricorda come la cucina abbia fatto da collante ad una amicizia storica:<br>“quella tra gli attori Gino Cervi e Fernandel, più noti come Peppone e don Camillo. I due, entrambi<br>buongustai, condividevano spesso pranzi e cene durante le pause delle riprese, a base di ricette francesi ed<br>emiliane, creando un&#8217;atmosfera di convivialità che contribuiva alla magia dei loro film. Ne è uscito<br>un libro &#8220;<em>Fernandel e Gino Cervi. Il cinema, l&#8217;amicizia e la buona tavola</em>&#8221; a cura del critico<br>cinematrografico Domenico Palatella e dal gastronomo Patrice Avella”.</p>
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		<title>Montefalcone Cappuccini</title>
		<link>https://dietamediterranea-marche.it/montefalcone-cappuccini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 13:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Montefalcone. Sabato pomeriggio.C&#8217;è il torrione sulla Rocca, che guarda i monti e la piana dell&#8217;Aso. Vi si rifugiò inutilmente Rinaldo daMonteverde.C&#8217;è la chiesa di San Pietro in Penne, è del 1300. Ha un abside che non guarda l’Oriente, comenell’architettura cristiana tradizionale, ma l’Ovest: la montagna della Sibilla, con il suo antro e le sueleggende.C&#8217;è la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Montefalcone. Sabato pomeriggio.<br>C&#8217;è il torrione sulla Rocca, che guarda i monti e la piana dell&#8217;Aso. Vi si rifugiò inutilmente Rinaldo da<br>Monteverde.<br>C&#8217;è la chiesa di <em>San Pietro in Penne</em>, è del 1300. Ha un abside che non guarda l’Oriente, come<br>nell’architettura cristiana tradizionale, ma l’Ovest: la montagna della Sibilla, con il suo antro e le sue<br>leggende.<br>C&#8217;è la chiesa di <em>San Michele Arcangelo</em> che conserva i quadri del dimenticato <strong>don Giuseppe Toscani</strong>. Il<br>vicino <em>Palazzo Felici</em>, del 1600, accoglie invece il museo dei fossili, un quadro dell’<strong>Alamanno</strong> e il Centro<br>di Educazione Ambientale.<br>E poi c&#8217;è lui: <strong>Matteo da Bascio</strong> che fece scoccare – anno domini 1525 &#8211; la scintilla che portò<br>successivamente alla fondazione dei <em>Frati Minori Cappuccini</em>.<br>Immaginate la scena: è l&#8217;inverno del 1525, una processione di frati sta tornando all&#8217;antico convento<br>fondato nel 1215. Il freddo è intenso. Il pranzo attende e anche il camino acceso. Ma anche un povero, ai<br>margini della strada, attende una mano fraterna. I frati passano. Lo ignorano. <strong>Matteo</strong> no.<br><strong>Matteo </strong>si scuce due pezze del saio. Copre il sofferente. Gli sguardi s&#8217;incrociano. Qualcosa scoppia nel<br>cuore del francescano. Di notte, il mendico gli torna in sogno. Gli mormora una frase: «Ricordati di tuo<br>padre Francesco». Occorre fare qualcosa. Occorre risvegliarsi dal rilassamento. <strong>Matteo</strong> fugge dal suo<br>convento lasciando il saio finora indossato e indossandone un altro preparato da lui stesso.<br>Torniamo all&#8217;oggi. Davanti ad una folta platea e davanti all&#8217;antico convento, i cui semplici affreschi del<br>chiostro sono testimonianza della vita del Santo di Assisi (ben spiegati dal prof. <strong>Enrico Giannini</strong>), padre<br><strong>Fabio Furiasse</strong>, bibliotecario dei Cappuccini, racconta la storia dell&#8217;uomo che accese il fuoco della<br>riforma Cappuccina. Storia complessa, dice, storia difficile. Spiega del concetto di povertà che diede<br>luogo anche a scontri tra i frati; dei papi che cercarono soluzioni acquisendo le proprietà e poi<br>riconsegnandole. Sino a quel 3 luglio 1528 quando <strong>Clemente VII</strong> emana la bolla di riconoscimento<br><em>Religionis zelus</em>.<br>Sono 500 anni che i Cappuccini esistono e operano tra le genti. Le Marche hanno il primato dell&#8217;origine,<br>ne sono state la culla Per cui occorre degnamente celebrare la ricorrenza. Come?<br>Padre <strong>Sergio Lorenzini</strong> è sorridente. Ne ha pensate tante in giro per le Marche: dai Cammini agli<br>incontri, dai concerti alla sfilata delle Fiat 500 (Cinquecento!!! data simboli). Ha scritto anche un romanzo<br>storico: <em>Lo Spirito dei Cappuccini</em>.<br><em>La Festa del Cappuccio</em>, nei giorni scorsi a Montefalcone ha visto anche una pedalata, la cena di “<strong>fra<br>Matteo</strong>”, la Camminata, l&#8217;esibizione medievale del gruppo <em>Fortebraccio veregrense</em>, il Cantafavole e il<br>Laboratorio grafico-pittorico.<br>Tornando invece a <strong>padre Fabio</strong>, lui ha incantato la platea (accompagnato anche da due giovani ottimi<br>strumentisti: <strong>Samuele Ricci</strong> al violino e <strong>Annalisa Levantesi</strong> alla tastiera), per le cose dette e per come le<br>ha dette: simpaticamente, quasi un giullare d&#8217;altri tempi. I giullari di <strong>Francesco</strong>.</p>
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		<title>Malaspina nuovi quadri</title>
		<link>https://dietamediterranea-marche.it/malaspina-nuovi-quadri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 13:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Di Alessandro Malaspina, pittore e già docente all&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Fermo, parlammo anni fa. Su di luitorniamo per alcune opere realizzate e poste nel Santuario della Madonna della Misericordia di Fermo.L&#8217;ultima è di poche settimane fa. È stata collocata in una nicchia della navata destra, accanto all&#8217;altare.Ritrae la Madonna giovinetta tra i suoi genitori: sant&#8217;Anna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Di <strong>Alessandro Malaspina</strong>, pittore e già docente all&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Fermo, parlammo anni fa. Su di lui<br>torniamo per alcune opere realizzate e poste nel Santuario della Madonna della Misericordia di Fermo.<br>L&#8217;ultima è di poche settimane fa. È stata collocata in una nicchia della navata destra, accanto all&#8217;altare.<br>Ritrae la <strong>Madonna</strong> giovinetta tra i suoi genitori: <strong>sant&#8217;Anna </strong>e<strong> san Gioacchino</strong>. È un dipinto atipico:<br>Maria legge un libro porto da suo padre e indica una frase (chissà quale). <strong>Gioacchino</strong>, che solitamente<br>viene raffigurato in disparte, quasi sonnecchiante, stavolta è ben sveglio ed attivo. È lui, dal profilo<br>ebraico, a porgere il volume, come a trasmettere un insegnamento. <strong>Sant&#8217;Anna</strong>, quasi una matrona romana grave, giusta e serena guarda la scena. C&#8217;è luce ma non c&#8217;è paesaggio. Scelta voluta dall&#8217;artista. Il quadro è un omaggio alla famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Di fronte, sull&#8217;altra navata, quasi a dare continuità alla storia di <strong>Maria</strong>, ci sono <strong>san Giuseppe</strong> e il giovane<br><strong>Gesù</strong>. <strong>Giuseppe </strong>è alto e bello, nel pieno del suo vigore, contrariamente ai canoni tradizionali che lo<br>hanno quasi sempre raffigurato vecchio. In mano ha il nardo fiorito simbolo di gemmazione. In questo<br>caso, il paesaggio è rappresentato da una strada lastricata, da colline dolci e da una luce che scende<br>dall&#8217;alto, dal triangolo di <strong>Dio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Malaspina </strong>spiega il suo impegno che, ormai da dieci anni ha virato verso il campo dell&#8217;arte sacra.<br>L&#8217;avverte quasi come una vocazione, una sorta di spinta interiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Continuiamo il giro all&#8217;interno del Santuario che accoglie altre sue opere. Siamo in una chiesa agostiniana.<br>Non mancano <strong>sant&#8217;Agostino</strong> e sua madre <strong>santa Monica</strong>. A legarli alla <strong>Madonna </strong>è una cinta. Esiste una<br>leggenda cui <strong>Malaspina </strong>s&#8217;è ispirato. Racconta che la <strong>Vergine Maria</strong> desiderosa di aiutare <strong>santa Monica</strong>,<br>le apparve in sogno con un abito dimesso e una cintura di cuoio ai fianchi, e gliela donò chiedendole di<br>portarla sempre come segno di protezione e legame con Dio. L&#8217;arte dunque racconta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Chiudiamo con il ritratto, sempre del <strong>Malaspina</strong>, della venerabile <strong>Renata Carboni</strong>, originaria di<br>Montefalcone Appennino, morta giovanissima e la cui tomba si trova proprio nel Santuario fermano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Prima di lasciarci, il pittore mi ricorda il suo quadro su <strong>padre Kolbe</strong>, oggi nella chiesa di Sant&#8217;Antonio a<br>Fermo. Lo realizzò per conto del gruppo della <em>Milizia dell&#8217;Immacolata</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gemellaggi</title>
		<link>https://dietamediterranea-marche.it/gemellaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 13:12:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Turisti non per caso. Turisti da raggiungere, invitare, convincere, coccolare. Ogni modalità è utile, purché intelligente e adatta allo scopo.&#160; Vittorio Sgarbi lanciò una invettiva contro quegli «amministratori idioti» che non allestiscono più mostre. Non capiscono che le mostre portano soldi e turisti, molto più dei musei, che sono «luoghi della morte» disse così.&#160; Non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Turisti non per caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Turisti da raggiungere, invitare, convincere, coccolare. Ogni modalità è utile, purché intelligente e adatta allo scopo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vittorio Sgarbi lanciò una invettiva contro quegli «amministratori idioti» che non allestiscono più mostre. Non capiscono che le mostre portano soldi e turisti, molto più dei musei, che sono «luoghi della morte» disse così.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è il caso di Fermo (come anche di altri comuni viciniori), che le mostre le allestisce e anche di successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allarghiamo ora il discorso. Esiste il problema dell&#8217;<em>iperturismo</em> che invade le città grandi. La soluzione potrebbe essere il deviare turisti verso i centri minori. Purché questi si facciano conoscere nel senso che siano loro a fare il primo passo verso i viaggiatori/visitatore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Farsi conoscere ma anche conoscere le proprie ricchezze, i propri beni culturali. C&#8217;è poi il bisogno di agganciare i gusti e i flussi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tempo fa lanciammo una proposta. Ci riproviamo. Scrivemmo: Perché non i gemellaggi culturali?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche esempio aiuta la comprensione. Partiamo da Fermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vincenzo Matteucci</strong>, soprannominato “<strong>Saporoso</strong>” perché persona affabilissima, era fermano. Una Torre ricorda la sua famiglia. In quella torre rinchiuse la stupenda principessa <strong>Cameria</strong>, figlia di <strong>Solimano II</strong>, sposa di un generale del Gran Sultano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Saporoso</strong> fu anche capitano di ventura e attento all&#8217;architettura militare. Fortificò Ragusa, la Dubrovnik attuale, nella “nostra” Dalmazia, in Croazia (del sud) per la nuova geografia. Perché Fermo non chiama Dubrovnik e stabilisce un contatto a partire da quei fatti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Museo diocesano, che mons.<strong> Germano Liberati </strong>voleva con opere continuamente avvicendate, spicca la Casula di <strong>Thomas Becket</strong>. Forse l’oggetto più prezioso dei tanti preziosi che vi si conservano. Fu lavorata finemente dai Mori di Spagna. La indossò l’arcivescovo di Canterbury, <strong>Thomas</strong>, colui che venne ucciso dai sicari di re <strong>Enrico II.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne scrisse <strong>T.S. Eliot </strong>in <em>Assassino nella Cattedrale.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’uccisione, la madre di <strong>Thomas</strong> donò la Casula al vescovo di Fermo <strong>Presbitero</strong>, che era stato compagno di studi di suo figlio a Bologna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fermo chiami Canterbury. L&#8217;assessore di qui chiami l&#8217;assessore di là. C’è un legame forte che vincola le due terre. Perché non gestirlo?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Kilkenny, in Irlanda, ci sono edifici pubblici, privati ed anche vie, intitolati al cardinal <strong>Rinuccini</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rinuccini</strong> era fermano, e venne spedito dal Papa nel 1600 per sostenere gli irlandesi nella guerra con l’Inghilterra. Non è poco&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora un legame: Fermo solleciti Kilkenny.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che dire poi del rapporto Fermo-Cremona, e Fermo-Cotignola? Da noi venne <strong>Bianca Maria Visconti </strong>moglie di <strong>Francesco Sforza</strong>. A Fermo diede alla luce <strong>Galeazzo Maria Sforza</strong>, futuro quinto duca di Milano.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il maggiore venturiero del 1400, <strong>Francesco</strong> era nato a Cotignola. Dice niente?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andiamo oltre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Massa Fermana, nella zona prossima al cimitero sorge un convento che fu eretto dopo il passaggio di <strong>san Francesco</strong>. Vi risedettero per qualche tempo <strong>san Bernardino da Siena</strong> e <strong>san</strong> <strong>Giacomo della Marca</strong> di Monteprandone.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due santi ma anche due economisti, tra virgolette. Furono loro a pensare e costruire i Monti di Pietà. E quanti ne furono allestiti!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Porto San Giorgio ha vie che ricordano Venezia, qui approdavano le navi che avrebbero preso a bordo i podestà fermani divenuti doge della Serenissima (accadde tre volte nel Medio Evo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora legami. Ancora possibilità di gemellaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La zona dei Sibillini ha la grotta della<strong> Sibilla</strong> come emblema e richiamo. Nel suo <em>Tannhauser</em> <strong>Wagner</strong> s&#8217;ispirò a quell&#8217;antro. <strong>Wagner</strong> era nato a Lipsia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se alziamo lo sguardo dai cellulari, vediamo un mondo da mettere in rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché non usare anche questa strategia?</p>
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		<title>Frinchillucci Katmandu</title>
		<link>https://dietamediterranea-marche.it/frinchillucci-katmandu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 13:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;esploratore e antropologo Gianluca Frinchillucci è tornato da pochi giorni dal Nepal. Giusto in tempoper assistere alla presentazione del libro “L&#8217;uomo con il Cappello” (Fas Editore) dell&#8217;archeologo ZahiHawass, al Teatro dell&#8217;Aquila di Fermo.Proprio Frinchillucci, insieme all&#8217;editore Marco Corradi e alla Biblioteca civica Spezioli, ha contribuitoad organizzare l&#8217;incontro.A Katmandu, il direttore dell&#8217;Istituto Geografico Polare &#8220;Silvio Zavatti&#8221;, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esploratore e antropologo <strong>Gianluca Frinchillucci</strong> è tornato da pochi giorni dal Nepal. Giusto in tempo<br>per assistere alla presentazione del libro “L&#8217;uomo con il Cappello” (Fas Editore) dell&#8217;archeologo <strong>Zahi<br>Hawass</strong>, al Teatro dell&#8217;Aquila di Fermo.<br>Proprio Frinchillucci, insieme all&#8217;editore <strong>Marco Corradi</strong> e alla Biblioteca civica Spezioli, ha contribuito<br>ad organizzare l&#8217;incontro.<br>A Katmandu, il direttore dell&#8217;<em>Istituto Geografico Polare &#8220;Silvio Zavatti&#8221;</em>, ha preso parte alla <em>Seconda<br>Conferenza Interpolare</em> tenutasi dal 3 al 5 settembre presso la sede dell&#8217; ICIMOD.<br>L&#8217;ICIMOD: Centro Internazionale per lo Sviluppo Integrato della Montagna (<em>International Centre for<br>Integrated Mountain Development</em>) è un&#8217;associazione fondata nel 1983 a Katmandu, che ha lo scopo di<br>creare conoscenza al fine di garantire e migliorare i mezzi di sussistenza delle popolazioni di montagna<br>nell&#8217;area della regione transfrontaliera <em>Hindu Kush-Himalaya</em> e preservarne le<br>peculiarità ecologiche e culturali.<br>L&#8217;intervento di <strong>Frinchillucci</strong>, dal titolo &#8220;Cultural Heritage and Community Resilience between the Arctic<br>and the Third Pole&#8221; (Patrimonio culturale e resilienza delle comunità tra l&#8217;Artico e il Terzo Polo), si è<br>tenuto all&#8217;interno della seconda sessione plenaria dal titolo &#8220;Community Resilience and Climate Actions&#8221;<br>(Resilienza della comunità e azioni per il clima).<br>“È stato un onore prendere parte a questa sessione per discutere di resilienza e delle sfide che interessano<br>le comunità tra l’Artico e il Terzo Polo” ha dichiarato <strong>Frinchillucci</strong> al suo ritorno nelle Marche.<br>L&#8217;antropologo ha inoltre voluto ringraziare quanti lo hanno sostenuto nell&#8217;iniziativa:<br><strong>Marco Volpe, Giorgio Marinelli e Kamrul Hossain e Mohd. Farooq Azam</strong>.<br>È stata l&#8217;occasione ancora una volta di far conoscere il <em>Museo Polare Zavatti</em> in un consesso<br>internazionale. Alcuni mesi fa il direttore <strong>Frinchillucci </strong>e lo stesso sindaco di Fermo <strong>Paolo Calcinaro</strong>,<br>avevano presentato a Katmandu l&#8217;ultimo numero della rivista <em>Il Polo</em> edita dall&#8217;<em>Istituto Polare Zavatti</em>, che<br>aveva lanciato il tema del Terzo Polo.<br>Notazione a margine: <strong>Frinchillucci</strong> ha lasciato il Nepal poche ore prima che la rivolta esplodesse con<br>l&#8217;incendio del Parlamento e le dimissioni del primo ministro nepalese <strong>Kp Sharma Oli</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Croce Verde</title>
		<link>https://dietamediterranea-marche.it/croce-verde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 12:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Si può diventare cittadini consapevoli in diversi modi. Quello più efficace è far volontariato. Il concettoche sottende è quello del dare o, per dirla in altro modo, quello del dono. Darsi e donare agli altri. Dovepoi, a ricevere di più sono coloro che danno. Perché l&#8217;azione verso il prossimo soddisfa sicuramente chi lariceve ma, soprattutto, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Si può diventare cittadini consapevoli in diversi modi. Quello più efficace è far volontariato. Il concetto<br>che sottende è quello del dare o, per dirla in altro modo, quello del dono. Darsi e donare agli altri. Dove<br>poi, a ricevere di più sono coloro che danno. Perché l&#8217;azione verso il prossimo soddisfa sicuramente chi la<br>riceve ma, soprattutto, chi la compie.<br>Senza astrazioni, ma con molta concretezza è quanto avvertono e sperimentano i 280 soci operativi (i<br>sostenitori sono oltre mille) della Croce Verde di Fermo.<br>La sede è conosciuta: ampia, bella, accogliente. Risale al 2008.<br>Alla porta di vetro dell&#8217;ingresso, in questi giorni sono appesi due fiocchi rosa. Bambine di volontari<br>accolte dalla “famiglia” dei volontari.<br>Fuori, nello spazio di destra, scorgiamo le ambulanze (12) e poi le altre macchine tra cui i furgoni per i<br>disabili. All&#8217;interno è un brulichio di personale. Tutti in divisi e tutti pronti a scattare al primo allarme: c&#8217;è<br>di mezzo la salute della gente, ma ci sono di mezzo anche altre esigenze,<br>Nata nel 1982, la Croce Verde di Fermo ha iniziato solo con gli interventi delle ambulanze, lato sanitario,<br>poi si è passati anche all&#8217;ambito sociale.<br>Con il mutare dei tempi, con i problemi delle famiglie sempre più impegnate, con la longevità che cresce,<br>con altre necessità sempre emergenti, il sociale è diventato preponderante.<br>Nel 2024 i trasporti sono stati complessivamente 27 mila. La maggior parte, appunto, riguardante la sfera<br>sociale.<br>Le richieste sono oggi le più disparate, dalle più piccole a quelle maggiori. Me le elenca il presidente<br><strong>Emanuele Del Moro</strong> nella Croce da 31 anni. Vanno dalla richiesta di essere trasportati ad una visita<br>specialistica fuori città a quella d&#8217;essere accompagnati dalla parrucchiera o a ritirare la pensione. Per cui,<br>non si è più autisti o semplici accompagnatori, ma amici di famiglia. Uno dei casi ultimi è stato il<br>condurre una anziana al matrimonio di una nipote, con invito a pranzo anche per il milite.<br>«Ci sono volontari – spiega Del Moro – che continuano per anni a fare lo stesso servizio, come quello del<br>trasporto dei ragazzi disabili». Segno di un attaccamento che va oltre ogni prontuario.<br>C&#8217;è necessità di altri volontari? «Se ci fossero amplieremmo i nostri servizi. Capita comunque che più<br>volontari abbiamo e più la domanda cresce».<br>C&#8217;è un fatto che il presidente tende a rimarcare: «La nostra è una specie di scuola di civismo. S&#8217;impara un<br>diverso modo di stare al mondo». Si ha cari gli altri, come quella vecchia che stringe la mano del<br>volontario mente la portano in ospedale, come l&#8217;altra che cerca un contatto fisico che altrove non trova.<br>L&#8217;organigramma, oltre al presidente, presenta un vice: <strong>Fabrizio Ciccola</strong>, che s&#8217;occupa di formazione e<br>servizi; <strong>Francesca Spinelli</strong>, economa e responsabile dei volontari; <strong>Mauro Fedeli</strong>, che pensa ai mezzi;<br><strong>Paolo Mora</strong>, che gestisce i soci; <strong>Leonardo Rogante</strong> responsabile della comunicazione e addetto alla<br>Protezione civile; <strong>Samuele Lamponi</strong> ,che si dedica alla sede; <strong>Gianluca Petrini</strong>, che è d&#8217;aiuto a tutti; e<br><strong>Giulia Fenni</strong>, segretaria del Consiglio.<br>Un mondo. Che è un bel mondo. Dove s&#8217;impara altro.</p>
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		<title>Contrada Castello a Pescara del Tronto</title>
		<link>https://dietamediterranea-marche.it/contrada-castello-a-pescara-del-tronto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Toffoletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 12:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Contrade fermane della Cavalcata dell&#8217;Assunta di Fermo in trasferta.Stavolta è toccato alla Contrada Castello. Sabato scorso, il priore Giorgio Prugnoletti, con il tipico abbigliamento medievale (il robone) degli“amministratori”, quello di color nero, ha sfilato a Pescara del Tronto, al Villaggio SAE nella cornice del &#8220;Festival del Gusto Mare e Monti&#8221;.Prugnoletti ha portato con sé un [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Contrade fermane della <em>Cavalcata dell&#8217;Assunta</em> di Fermo in trasferta.<br>Stavolta è toccato alla <em>Contrada Castello</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Sabato scorso, il priore <strong>Giorgio Prugnoletti</strong>, con il tipico abbigliamento medievale (il robone) degli<br>“amministratori”, quello di color nero, ha sfilato a Pescara del Tronto, al Villaggio SAE nella cornice del &#8220;Festival del Gusto Mare e Monti&#8221;.<br><strong>Prugnoletti</strong> ha portato con sé un gruppo di 22 persone tra figuranti, tamburini e sbandieratori. Questi<br>ultimi hanno proposto una breve esibizione che ha ottenuto il plauso del pubblico presente.<br><em>La Contrada</em> era stata invitata dal presidente della Pro Loco di Arquata del Tronto <strong>Alfonso Lamberti</strong><br>durante un incontro svoltosi tempo fa a Pedaso.<br>Per il priore <strong>Prugnoletti</strong> è stata anche l&#8217;occasione per porre le basi di una futura collaborazione, oltre che<br>promuovere per l&#8217;intera <em>Cavalcata dell&#8217;Assunta</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Pescara del Tronto è una frazione del comune di Arquata e, come il capoluogo, è stata tragicamente<br>colpita dal terremoto.<br>Ha anche una storia molto antica che risale ai tempi dei Romani.<br>Per quanto riguarda l&#8217;epoca medievale, secondo alcuni ricercatori, la chiesa parrocchiale, anch&#8217;essa andata<br>distrutta, era stata fatta costruire dai <em>Cavalieri Templari</em> che, di ritorno dalla Terra Santa, si stavano recando a Roma dal papa. La chiesa era stata dedicata alla Santa Croce, e custodiva una croce astile, per<br>fortuna recuperata dalle macerie, che la tradizione popolare diceva portata da un residente che aveva preso parte alle Crociate.<br>Tra le rovine fu anche recuperato il grande crocefisso che venne esposto il 27 agosto del 2016, nel giorno<br>dei funerali delle vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L&#8217;iniziativa di Castello rientra nei rapporti che le Contrade di Fermo hanno iniziato a tessere con diversi<br>comuni delle Marche.<br>Inoltre, rapporti di collaborazione si sono sviluppati con la rievocazione di Corridonia chiamata <em>La<br>Margutta</em> e con Camerino per la <em>Corsa alla Spada</em>. Entrambe le città inviano ormai da qualche anno<br>delegazioni a Fermo in occasione del Corteo processionale del 14 agosto. Così come una nutrita<br>delegazione della Cavalcata dell&#8217;Assunta partecipa a Monterubbiano in occasione dell&#8217;<em>Armata di<br>Pentecoste</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Dal canto loro Alfieri e Musici della Cavalcata si sono esibiti a Milano, San Remo, Dubai, Abu Dhabi,<br>L&#8217;Aquila, Gualdo Tadino.</p>
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