I Monti Sibillini sono e saranno sempre più una doppia risorsa in tema ambientale e in tema economico.
Saranno pronte ad entrare in funzione entro il corrente anno le piattaforme tecnologiche per la produzione di pellet e carbone vegetale di qualità in filiera corta. La prima piattaforma verrà realizzata nel territorio maceratese dell’Unione Montana Monti Azzurri. La seconda vedrà la luce nel territorio ascolano dell’Unione Montana Tronto-Valfluvione.
Nella parte maceratese sarà operativa grazie alla filiera realizzata tra le aziende Saf – Monti Azzurri, Groupen Srl, Linea Verde – Società cooperativa Agricolo Forestale. Nella parte ascolana invece lavoreranno di concerto le imprese Cimmini, Società Agricolo Forestale – Tronto, Hydroswiss – SA. Le due piattaforme sono finanziate con fondi aree sisma PNRR, all’interno del progetto “NextAppennino”.

L’obiettivo di questo progetto, partito nel 2022 grazie alla collaborazione tra Agrisviluppo srl, in particolare nella persona di Luigi Masnari, e le aziende lombarde Groupen srl e Agrimeccanica srl, sarà quello di produrre un Combustibile Rinnovabile, a zero emissioni di CO2, e un sequestratore di CO2 dai mille usi, con un unico e innovativo impianto che, dalle biomasse legnose, risponde alla produzione di energia da fonti rinnovabili, all’economia circolare, alla sostenibilità ambientale, alla riduzione delle emissioni di CO2, per un modello di economia sostenibile che contribuisce localmente al dispiegarsi di un territorio «Carbon Free».

Il progetto mira ad estrarre, in modo sostenibile, energia rinnovabile dalle biomasse legnose là dove sono presenti, con produzione di pellet e carbone vegetale a km. 0. Si è partiti da una constatazione:
il consumo di Pellet in Italia, in crescita di oltre il 20% all’anno, è arrivato a quasi 4 milioni di tonnellate nel 2019 con previsioni di superare quota 5 milioni di tonnellate in pochi anni: oggi il nostro paese è primo in Europa per il consumo di Pellet ad uso residenziale ma ben oltre l’85% viene importato. Inoltre, negli ultimi 20 anni la densità boschiva nel nostro paese è cresciuta arrivando a 11 milioni di ettari, ma con essa è aumentata la necessità di manutendere e ringiovanire i boschi da decenni abbandonati a se stessi. Infine, ancora oggi la «pulizia» dei boschi e le ramaglie da potature di parchi e giardini o resta a marcire nel sottobosco o finisce in discarica con costi di smaltimento notevoli a carico degli enti locali e quindi della collettività. Ecco, allora, il processo messo in piedi dalle due filiere.

Come si procederà? Con insediamento degli impianti in aree e territori dove è reperibile il legname da boschi e foreste, entro un raggio di 75 km dal sito produttivo; produzione di Pellet di qualità dai tronchi con certificazione EN PLUS A1; certificazione dei boschi utilizzati per il reperimento del legname entro pochi anni; riuso di ramaglie e potature da boschi e da giardini pubblici e privati, in piena economia circolare, per la produzione di carbone vegetale, da utilizzare in primis quale ammendante per una agricoltura sostenibile, ma non solo; portare la transizione energetica nelle Aree Interne del nostro paese basata sull’uso sostenibile delle biomasse legnose da boschi e foreste, energie rinnovabili presenti in quantità importanti in queste aree.
Agrisviluppo srl, che ha sede a Tolentino, da due anni si stava occupando del progetto, con azioni di divulgazione, messa in rete di soggetti pubblici e privati. Determinante è stato l’apporto del Presidente Gianpiero Feliciotti che da subito ha visto in questo progetto un’opportunità concreta di valorizzazione delle risorse boschive del territorio e che potrebbe essere solo il primo passo verso la riscoperta dell’economia del bosco. Un’esperienza utile e preziosa che potrebbe essere ripetuta anche in altri territori marchigiani e che sta riscuotendo interesse anche in altre realtà regionali.
Un ringraziamento doveroso l’Agrisviluppo lo porge al sen. Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione delle aree terremotate ed alla sua struttura commissariale. I ringraziamenti vanno anche all’Università di Camerino, determinante nella fase di definizione del progetto “Appennino Marchigiano” come è stato definito dai promotori.
Agrisviluppo Srl e le realtà imprenditoriali lombarde stanno inoltre approfondendo alcuni temi legati all’utilizzo del biochar in campo agronomico ed anche zootecnico. Il biochar (materiale carbonioso ottenuto per degradazione termica, pirolisi, di biomassa sia di origine animale che vegetale) è strumento per il definitivo sequestro del carbonio nel terreno, con effetti agronomici molto positivi e con possibili riconoscimenti economici interessanti per le imprese agricole in base alle normative europee in via di definizione. In questo senso da tempo si sta interloquendo con “CREA”, Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, tanto per gli aspetti normativi, quanto per una sperimentazione che la struttura ministeriale da tempo segue per l’impiego del biochar su lettiere zootecniche con ottimi risultati che verranno divulgati a sperimentazione conclusa.