Le persone che hanno contribuito a definire la Dieta Mediterranea come oggetto di studio e modello culturale
La Dieta Mediterranea non nasce come formulazione teorica, né come costruzione ideologica. È il risultato di un lungo processo di osservazione, studio e interpretazione, in cui pratiche alimentari tradizionali sono state progressivamente riconosciute come modello di salute pubblica e di equilibrio tra uomo, ambiente e cultura.
L’Associazione Dieta Mediterranea Montegiorgio riconosce in Lando Siliquini, Flaminio Fidanza e Ancel Keys tre figure di riferimento fondamentali. Il loro contributo, diverso per ambito e prospettiva, ha permesso di costruire un ponte tra territorio, ricerca scientifica e divulgazione, rendendo la Dieta Mediterranea un campo di studio vivo e ancora attuale.
Lando Siliquini
Interpretare la Dieta Mediterranea come patrimonio territoriale e culturale
Lando Siliquini è medico e studioso, ed è la figura che ha maggiormente contribuito a rielaborare il significato della Dieta Mediterranea nel contesto contemporaneo delle Marche e della Terra di Marca. Il suo approccio si distingue per l’attenzione alla dimensione storica, antropologica e simbolica dell’alimentazione, considerata non come semplice atto nutrizionale, ma come espressione di un sistema complesso di relazioni sociali, ambientali e culturali.
Nel volume “Dieta Mediterranea. Il tempio della Sibilla”, Siliquini propone una lettura della Dieta Mediterranea come risorsa strategica del territorio, definendola “oro nero”: un patrimonio spesso invisibile, ma in grado di generare valore in termini di salute, identità e sviluppo sostenibile. Questa interpretazione si fonda sull’osservazione dei sistemi agricoli tradizionali, delle pratiche alimentari familiari, della convivialità e del rapporto equilibrato con il paesaggio.
Il suo contributo ha avuto un ruolo centrale nella nascita dell’Associazione Dieta Mediterranea Montegiorgio, orientandone l’impostazione verso una divulgazione rigorosa ma accessibile, capace di dialogare con il mondo scientifico senza perdere il legame con la comunità locale. In questa prospettiva, la Dieta Mediterranea diventa un sapere condiviso, da studiare, tutelare e trasmettere.
Flaminio Fidanza
La costruzione scientifica della Dieta Mediterranea
Flaminio Fidanza, originario di Magliano di Tenna, è stato uno dei principali protagonisti italiani della ricerca nutrizionale del Novecento. Professore universitario e studioso di riconosciuta autorevolezza, ha contribuito in modo determinante alla definizione scientifica della Dieta Mediterranea come modello alimentare favorevole alla salute.
Il suo ruolo nel Seven Countries Study è stato centrale: attraverso un approccio epidemiologico rigoroso, Fidanza ha partecipato all’analisi dei rapporti tra abitudini alimentari, fattori di rischio e incidenza delle malattie cardiovascolari in diverse popolazioni. Questo lavoro ha rappresentato uno snodo fondamentale nello sviluppo della nutrizione moderna, dimostrando che i modelli alimentari tradizionali possono avere effetti misurabili sulla salute pubblica.
Accanto all’attività di ricerca, Fidanza ha svolto un’intensa opera di formazione e divulgazione scientifica, contribuendo a diffondere una visione della nutrizione fondata su evidenze, contesto culturale e responsabilità sociale. Per l’Associazione Dieta Mediterranea Montegiorgio, la sua figura rappresenta la radice scientifica locale di un sapere oggi riconosciuto a livello internazionale.
Ancel Keys
Dalla ricerca epidemiologica al riconoscimento internazionale
Ancel Keys è il ricercatore che ha portato la Dieta Mediterranea all’attenzione della comunità scientifica internazionale, trasformandola da insieme di pratiche alimentari tradizionali in oggetto di studio sistematico. Fisiologo di formazione, Keys è stato il principale ideatore e coordinatore del Seven Countries Study, uno dei più importanti studi epidemiologici del XX secolo.
Attraverso l’osservazione comparata di diverse popolazioni, Keys evidenziò come le diete tipiche dell’area mediterranea fossero associate a una minore incidenza di malattie cardiovascolari, ponendo le basi per una nuova comprensione del rapporto tra alimentazione e salute. Il suo lavoro contribuì a spostare l’attenzione della ricerca medica dai singoli nutrienti ai modelli alimentari nel loro insieme, un approccio oggi ampiamente condiviso.
Il legame tra Keys e l’Italia, e in particolare con studiosi come Flaminio Fidanza, sottolinea il carattere collaborativo e transnazionale della ricerca sulla Dieta Mediterranea. La sua eredità scientifica continua a influenzare gli studi contemporanei sulla prevenzione delle patologie croniche e sulla promozione di stili di vita sani.
Dottore in medicina generale, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Medico Competente del lavoro. Amante dell’antropologia culturale e glottologia.
Giornalista professionista, scrittore di saggi, poesie, racconti e narrazioni teatrali. Inventore di neologismi territoriali come “Terra di Marca”. Amante della musica e della montagna.
presidente del centro studi, specializzato in gastroenterologia e scienza dell’alimentazione, già primario di diabetologia. Amante del mare e della storia dell’alimentazione.
La Dieta Mediterranea non nasce come formulazione teorica, né come costruzione ideologica. È il risultato di un lungo processo di osservazione, studio e interpretazione, in cui pratiche alimentari tradizionali sono state progressivamente riconosciute come modello di salute pubblica e di equilibrio tra uomo, ambiente e cultura.
L’Associazione Dieta Mediterranea Montegiorgio riconosce in Lando Siliquini, Flaminio Fidanza e Ancel Keys tre figure di riferimento fondamentali. Il loro contributo, diverso per ambito e prospettiva, ha permesso di costruire un ponte tra territorio, ricerca scientifica e divulgazione, rendendo la Dieta Mediterranea un campo di studio vivo e ancora attuale.
Lando Siliquini
Interpretare la Dieta Mediterranea come patrimonio territoriale e culturale
Lando Siliquini è medico e studioso, ed è la figura che ha maggiormente contribuito a rielaborare il significato della Dieta Mediterranea nel contesto contemporaneo delle Marche e della Terra di Marca. Il suo approccio si distingue per l’attenzione alla dimensione storica, antropologica e simbolica dell’alimentazione, considerata non come semplice atto nutrizionale, ma come espressione di un sistema complesso di relazioni sociali, ambientali e culturali.
Nel volume “Dieta Mediterranea. Il tempio della Sibilla”, Siliquini propone una lettura della Dieta Mediterranea come risorsa strategica del territorio, definendola “oro nero”: un patrimonio spesso invisibile, ma in grado di generare valore in termini di salute, identità e sviluppo sostenibile. Questa interpretazione si fonda sull’osservazione dei sistemi agricoli tradizionali, delle pratiche alimentari familiari, della convivialità e del rapporto equilibrato con il paesaggio.
Il suo contributo ha avuto un ruolo centrale nella nascita dell’Associazione Dieta Mediterranea Montegiorgio, orientandone l’impostazione verso una divulgazione rigorosa ma accessibile, capace di dialogare con il mondo scientifico senza perdere il legame con la comunità locale. In questa prospettiva, la Dieta Mediterranea diventa un sapere condiviso, da studiare, tutelare e trasmettere.
Flaminio Fidanza
La costruzione scientifica della Dieta Mediterranea
Flaminio Fidanza, originario di Magliano di Tenna, è stato uno dei principali protagonisti italiani della ricerca nutrizionale del Novecento. Professore universitario e studioso di riconosciuta autorevolezza, ha contribuito in modo determinante alla definizione scientifica della Dieta Mediterranea come modello alimentare favorevole alla salute.
Il suo ruolo nel Seven Countries Study è stato centrale: attraverso un approccio epidemiologico rigoroso, Fidanza ha partecipato all’analisi dei rapporti tra abitudini alimentari, fattori di rischio e incidenza delle malattie cardiovascolari in diverse popolazioni. Questo lavoro ha rappresentato uno snodo fondamentale nello sviluppo della nutrizione moderna, dimostrando che i modelli alimentari tradizionali possono avere effetti misurabili sulla salute pubblica.
Accanto all’attività di ricerca, Fidanza ha svolto un’intensa opera di formazione e divulgazione scientifica, contribuendo a diffondere una visione della nutrizione fondata su evidenze, contesto culturale e responsabilità sociale. Per l’Associazione Dieta Mediterranea Montegiorgio, la sua figura rappresenta la radice scientifica locale di un sapere oggi riconosciuto a livello internazionale.
Ancel Keys
Dalla ricerca epidemiologica al riconoscimento internazionale
Ancel Keys è il ricercatore che ha portato la Dieta Mediterranea all’attenzione della comunità scientifica internazionale, trasformandola da insieme di pratiche alimentari tradizionali in oggetto di studio sistematico. Fisiologo di formazione, Keys è stato il principale ideatore e coordinatore del Seven Countries Study, uno dei più importanti studi epidemiologici del XX secolo.
Attraverso l’osservazione comparata di diverse popolazioni, Keys evidenziò come le diete tipiche dell’area mediterranea fossero associate a una minore incidenza di malattie cardiovascolari, ponendo le basi per una nuova comprensione del rapporto tra alimentazione e salute. Il suo lavoro contribuì a spostare l’attenzione della ricerca medica dai singoli nutrienti ai modelli alimentari nel loro insieme, un approccio oggi ampiamente condiviso.
Il legame tra Keys e l’Italia, e in particolare con studiosi come Flaminio Fidanza, sottolinea il carattere collaborativo e transnazionale della ricerca sulla Dieta Mediterranea. La sua eredità scientifica continua a influenzare gli studi contemporanei sulla prevenzione delle patologie croniche e sulla promozione di stili di vita sani.
Già insegnante e amministratore, è la memoria storica di Montegiorgio. Ha collaborato con un saggio con Flaminio Fidanza. Saggista e redattore de “I Quaderni Montegiorgesi”.
Guida Ambientale Escursionistica e imprenditore turistico. Amante della montagna e del fantasy.
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