Cammino la Terra di Marca: Gli incredibili sentieri naturalistici della zona dei cappelli

Montappone, giovedì 12 settembre. Davanti all’edificio bianco dove, al piano superiore sorge il Museo del Cappello, si trova facilmente parcheggio. È presto. Attendo un quad che mi prelevi. A piedi non farei in tempo. I sentieri da visitare sono numerosi, i chilometri tanti, la mattinata è breve.

Ecco che arriva Giulio Macarri. Mi ha chiesto di vestirmi pesante: il mezzo non è chiuso, l’aria ci trapassa e la velocità non è poca.

Giulio fa parte di una schiera di persone (Alberto Dichiara, Paolo Scorolli, Stefano Rossi, Enrico Rossi, Gianni Vita, Enrico Ciucaloni, Mauro Vitali, Serafino Bottoni, Alessandro Sardini, Dino Rapazzetti, Simone Achilli, Fabio Mancini, Andrea Vita e Tiziano Fusari) con un intento: riaprire le vecchie strade di campagna, molte demaniali qualcuna privata. I nostri hanno studiato vecchie cartine, hanno preso in esame quelle più aggiornate e si sono basati su un bel depliant di qualche anno fa che delimitava Il percorso storico naturalistico che partiva da Falerone e attraversava Massa Fermana, Montappone, Montegiorgio, Monte Vidon Corrado (l’elenco è stato messo in ordine alfabetico).

Non solo hanno studiato, ma anche lavorato. Da aprile scorso sino a pochi giorni fa, armati di falci, falcetti ed anche di un mezzo agricolo, hanno tagliato le erbe, pulito, sistemato, messo a disposizione di quanti vorranno percorrere un anello interessante tra natura, pace, silenzio. A onor del vero, già un gruppetto di ciclisti aveva ricavato uno stretto passaggio per le bici.

Ora partiamo da Montappone. Direzione Selva. Si scende sino al fosso Tarucchio, a volte la pendenza supera i 30 gradi e forse più. In alcuni punti sembra di stare in Amazzonia tant’è l’intrico delle piante, ci troviamo invece immersi in una densissima macchia mediterranea. Siamo prossimi a lu Vullicaru, area che erutta fango, un vulcanello insomma come a Monteleone di Fermo.

Raggiungiamo un luogo incantato: una specie di teatro all’aperto con per fondale una parete che sembra tuffo.

Ripartiamo superando due volte i torrenti Tarucchio e Rota. Siamo sotto a Massa Fermana, vediamo l’ex convento dei francescani osservanti e la selva che ospitò le riflessioni di frati famosi.

Si torna indietro. Indosso il cappuccio per pararmi dall’aria. Urliamo, l’uno l’altro, per farci sentire.

Obiettivo Monte Vidon Corrado. È un intrico di strade. Se Giulio non conoscesse i luoghi a menadito ci saremmo persi più volte. Da Monte Vidon Corrado torniamo a Montappone. Viaggio di un’ora in quad. Sentieri magnifici. Occasioni per camminate, biciclettate e cavalcate. Tra poco.